Nel 2024 l’export verso i Paesi UE27+UK pesa per il 73% (contro il 72,7% del 2023) e il primo Paese di destinazione continua ad essere la Germania, con una quota del 19,9% sul totale esportato, ma con esportazioni in calo del 5.8%. La Cina si conferma il primo mercato asiatico di destinazione dell’export (260 milioni di Euro, -11,5%), seguita dal Giappone (257 milioni di Euro, -10,5%).
Torino, 5 settembre 2025 – Nel 2024, il valore dell’export della filiera dei componenti per autoveicoli registra una flessione (-3,1%) e ammonta a 24,6 miliardi di Euro, pari al 4% circa dell’export totale italiano, valore che sale al 6,3% al netto dell’energia). Nel 2024 è risultato in calo anche l’export italiano di tutte le merci, -0,4%, con variazioni negative più marcate verso i Paesi UE27+UK, -1,3%, rispetto ai Paesi extra-UE27, -0,7%. Nello stesso periodo, si registra anche un decremento delle importazioni della componentistica (-8,7%) per un valore di 17,8 miliardi di Euro, ovvero il 3,1% delle importazioni italiane totali, valore che sale al 4,5% al netto dell’energia. La bilancia commerciale del comparto della componentistica automotive mantiene un saldo positivo di 6,8 miliardi di Euro (5,7 miliardi nel 2023), con un avanzo di 1,7 miliardi di Euro nel primo trimestre, 1,8 miliardi nel secondo, 1,6 miliardi nel terzo e, infine, 1,7 miliardi nel quarto.
L’export della componentistica ha avuto un calo più contenuto nella prima parte del 2024 (-2,8% il primo trimestre e -0,7% il secondo), per poi aumentare la flessione nella seconda (-3,5% il terzo trimestre e -5,7% il quarto).
Per quanto riguarda sia import che export, risultano in crescita tutti i componenti in gomma, mentre calano tutti gli altri - motori, parti elettriche e meccaniche, infotainment – con l’unica eccezione dell’export di parti infotainment, che registra un incremento.
In continuità con la flessione del primo semestre 2024, in cui le esportazioni della componentistica italiana hanno riportato una contrazione dell’1,8%, il peggioramento del secondo semestre segna un trend negativo per l’anno 2024.
La Germania si conferma il primo Paese di destinazione dell’export per un valore di 4,9 miliardi di Euro e una quota del 19,9% sul totale esportato, ma il valore delle esportazioni risulta in calo del 5,8% rispetto al 2023. Considerando i maggiori Paesi dell’area UE+EFTA+UK, il valore dell’export è in flessione anche rispetto ad Austria (-18,5%), Belgio
(-12,7%), Svezia (-7,5%), Spagna (-6,7%) e Paesi Bassi (-5,5%). Fuori dall’UE, il Regno Unito - verso il quale le esportazioni crescono del 6,4% - mantiene il primato per saldo positivo della bilancia commerciale (poco più di 1 miliardo di Euro), mentre si registrano cali nell’export di componenti verso Stati Uniti (-15,4%), Giappone (-10,5%), India (-13,8%), Corea del Sud (-27,9%), Canada (-16,5%), Turchia (-13,7%) e Cina (-11,5%).La componentistica automotive italiana ha vissuto un 2024 complesso, segnato dal significativo calo della produzione di autoveicoli sia a livello europeo, sia nazionale. Questa contrazione ha reso più difficile per i fornitori sostenere i costi fissi, aggravando ulteriormente la loro situazione economica già minata da una fase di forte instabilità del commercio internazionale. Si tratta di criticità rimaste tali anche nel 2025, con un mercato in sofferenza e livelli di produzione ancora bassi per l’industria automotive europea e italiana.
Il contesto in cui le imprese si muovono, inoltre, è segnato dall’incertezza sugli sviluppi della transizione verso la decarbonizzazione della mobilità – si attendono gli esiti della revisione del Regolamento UE sulla riduzione delle emissioni di CO2 degli autoveicoli leggeri prevista per i prossimi mesi, che speriamo vada nella direzione del pragmatismo di un approccio tecnologicamente neutrale verso il traguardo delle emissioni zero – che mette in difficoltà soprattutto le imprese specializzate nella componentistica per motori endotermici, chiamate a ripensare i propri modelli di business e strategie industriali per orientare gli investimenti. Ripercussioni negative si attendono anche a seguito dell’introduzione dei nuovi dazi USA, considerando che l’Italia esporta negli Stati Uniti veicoli e componenti per un valore di oltre 4,5 miliardi di Euro.
In un simile scenario, è più che mai necessario definire rapidamente un piano di politica industriale che preveda misure mirate a sostegno delle imprese, dal contenimento dei costi energetici, alla semplificazione delle procedure di accesso ai finanziamenti per attività di ricerca e sviluppo.
Marco Stella, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA
Il comparto della componentistica italiana nel suo complesso ha chiuso il 2024 con un calo del 20,5% dell’indice della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori[1], mentre per il fatturato la variazione negativa dell’indice è stata del 14,4%. Nel 2024 l’indice della produzione dell’intera filiera automotive italiana ha riportato decremento del 22,7%.
L’export italiano di autoveicoli[2], nel 2024, vale 17,6 miliardi di Euro, in pesante flessione del 24,2%, mentre l’import vale 36,8 miliardi di Euro (+0,5% rispetto al 2023). Il saldo negativo della bilancia commerciale è quindi di circa 19,3 miliardi di Euro (erano 13,4 miliardi nel 2023) ed è come sempre determinato dall’elevata quota di penetrazione dei Costruttori esteri nel mercato italiano, a differenza dei mercati di Francia e Germania, dove è decisamente inferiore.
La componentistica automotive conta oggi 2.135 imprese sul territorio, per un fatturato di 58,8 miliardi di Euro e 170.000 addetti diretti[3] (compresi gli operatori del ramo della subfornitura). Mentre la bilancia commerciale dell’intero settore automotive italiano ha un saldo negativo, guardando alla sola componentistica il saldo è positivo da oltre 20 anni (6,2 miliardi di Euro la media annua dal 2008 al 2024).
Sempre in riferimento al 2024, l’export della componentistica verso i Paesi UE27+UK vale 18 miliardi di Euro (-3,2%) e pesa per il 73% di tutto l’export componenti (72,7% nel 2023), con un avanzo commerciale di 5 miliardi di Euro (era 4,4 miliardi nel 2023). L’export verso i Paesi extra UE è di 6,6 miliardi di Euro (-2,9%) e produce un saldo positivo di 1,8 miliardi di Euro (1,5 miliardi nel 2023).
La classifica dell'export per Paesi di destinazione vede al 1° posto, come si è detto, sempre la Germania, con 4,9 miliardi di Euro (-5,8% la variazione tendenziale) e una quota del 19,9% sul totale; seguono Francia (11,9% di quota), Spagna (7,5%), Polonia (7,3%), UK (5,5%), USA (5,1%), Turchia (3,7%), Messico (3,7%), Brasile (3,4%) e Austria (3,1%).
Le aziende italiane esportano verso il Nord America componenti per un valore di 2,2 miliardi di Euro, in calo del 3,5%, con un saldo attivo di 1,8 miliardi di Euro. Come già specificato, cala il valore dell’export sia verso gli USA (del 15,4%), sia verso il Canada (16,5%), mentre aumenta del 22,2% verso il Messico.
Le esportazioni italiane di componenti verso l'area Mercosur valgono 925 milioni di Euro, in crescita del 6,7% rispetto al 2023, con un saldo positivo per 812 milioni di Euro (era 718 milioni nel 2023).
Il primo mercato asiatico di esportazione è la Cina (come nel 2023) con 260 milioni di Euro (-11,5%) e un saldo negativo di 1,37 miliardi. Le esportazioni in Giappone, secondo Paese asiatico di destinazione, ammontano invece a 257 milioni di Euro, in calo tendenziale del 10,5% e con un saldo positivo di 107 milioni di Euro; la Cina è anche il secondo Paese di origine delle importazioni italiane, dopo la vicina Germania, e prima di Franci e Polonia.
La suddivisione dei componenti in macro-classi vede il comparto delle parti meccaniche (incluso accessori, vetri) totalizzare, nel 2024, il 66,5% del valore dell'export con 16,4 miliardi di Euro (-4,5% rispetto al 2023) e un saldo attivo di 5,94 miliardi.
Segue il comparto dei motori, che vale 3,9 miliardi di Euro (-2,4%) e pesa per il 16% sul totale esportato della componentistica, con un saldo attivo di 1,62 miliardi di Euro. L’export dei componenti elettrici ed affini, che risulta in calo dello 0,2% rispetto al 2023, ha invece un saldo negativo di 466 milioni di Euro e pesa per il 9,5%.
Infine, il comparto pneumatici e articoli in gomma per autoveicoli presenta un valore di export pari a 1,95 miliardi di Euro (+4,5% tendenziale), con un saldo negativo di 661 milioni di Euro.
Tra i principali prodotti, hanno un saldo positivo significativo le seguenti voci: parti ed accessori destinati al montaggio (+1,7 miliardi di Euro), motori e parti di motore (+1,6 miliardi), freni (+1,3 miliardi), ponti con differenziale/assiali (+1,2 miliardi), e parti ed accessori di carrozzerie (+827 milioni).
[1] Indici ISTAT – Codice Ateco 2007: 29.3
[2] ANFIA su dati del Commercio Estero ISTAT, elaborazione per prodotto (NC8)/Sistema Armonizzato SH. Per “autoveicoli” si intendono le autovetture e i veicoli commerciali leggeri e pesanti.
[3] Fonte: Osservatorio sulla componentistica automotive italiana e sui servizi per la mobilità 2024