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CRESCITA CONTENUTA PER L’INDICE DELLA PRODUZIONE DELL’INDUSTRIA AUTOMOTIVE ITALIANA A GIUGNO: +2,8%

Il successo dell’ecobonus per i nuovi veicoli commerciali leggeri a basse emissioni, esauriti in poche ore, avrà ricadute positive sulla filiera produttiva, oltre a testimoniare che la domanda attendeva soltanto di essere stimolata.
Prodotte nel primo semestre 2026 oltre 167.000 autovetture (+26,1%) e circa 302.000 autoveicoli (+13,4%), secondo i dati preliminari di ANFIA

Torino, 6 agosto 2026 – A giugno 2026, secondo i dati ISTAT, l’indice della produzione dell’industria automotive italiana nel suo insieme[1] registra una crescita del 2,8% rispetto a giugno 2025, mentre nel primo semestre 2026 aumenta del 13,5%.

Guardando ai singoli comparti produttivi del settore, l’indice della fabbricazione di autoveicoli[2] (codice Ateco 29.1) registra una variazione tendenziale positiva del 10,5% a giugno e del 22,8% nei primi sei mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025; quello della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (codice Ateco 29.2), invece, torna a calare a giugno (-1,3%) dopo il modesto segno positivo registrato a maggio, risultano in flessione del 5,4% nella prima metà del 2026; infine, quello della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori[3] inverte la tendenza riportando una variazione negativa dell’8,5% nel mese, ma chiudendo il primo semestre con un rialzo del 2,1%.

Secondo i dati preliminari di ANFIA, la produzione domestica delle sole autovetture a giugno 2026 ammonta a circa 24.000 unità, in aumento del 4,5% rispetto a giugno 2025. Nel primo semestre, il totale delle autovetture prodotte si attesta a 167.367, il 26,1% in più rispetto al primo semestre 2025. Nello stesso periodo, il totale degli autoveicoli prodotti a livello nazionale si attesta a 302.000, il 13,4% in più rispetto a gennaio-giugno 2025.

Il comparto produttivo automotive si colloca nel contesto di una produzione industriale italiana complessiva in diminuzione a giugno 2026 rispetto ai livelli del sesto mese dello scorso anno. L’indice della produzione industriale nel suo complesso[4], infatti, cala dello 0,6% a giugno, ma chiude con un incremento dello 0,5% il primo semestre dell’anno corrente rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il fatturato dell’industria in senso stretto (escluso il comparto Costruzioni) registra un incremento del 2,2% a maggio 2026, ultimo dato disponibile (+1,6% sul mercato interno e +3,3% sui mercati esteri) e chiude i primi sei mesi dell’anno a +2,6% (+2,5% il mercato interno e +2,7% i mercati esteri).

A giugno 2026, l’indice della produzione automotive italiana rallenta la crescita, chiudendo a +2,8%.

Rallenta, ma si mantiene positivo anche l’indice della fabbricazione di autoveicoli (+10,5%) – grazie al segno positivo registrato, secondo i dati preliminari di ANFIA, dalla produzione di autovetture nel mese (+4,5%), mentre l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori torna a calare, con una flessione dell’8,5%.

La piattaforma Ecobonus attivata lo scorso 29 luglio in attuazione del ‘DPCM Automotive’ che ha rifinanziato il fondo a sostegno del settore automotive, ha visto esaurirsi in poche ore le risorse per l’acquisto di veicoli commerciali leggeri a basse emissioni, segno che la domanda attendeva soltanto di essere stimolata e che è fondamentale dare continuità alle misure di incentivazione, così da accompagnare il rinnovo del circolante. Il successo della misura avrà ricadute positive sulla filiera produttiva, a beneficio della quale si attendono ora i decreti direttoriali del MIMIT necessari per rendere operativi gli incentivi per il sostegno agli investimenti tramite accordi di innovazione e mini-contratti di sviluppo.

Gianmarco Giorda, Direttore Generale di ANFIA.

A gennaio-aprile 2026 (ultimo dato disponibile), l’export di autoveicoli (autovetture e veicoli industriali nuovi) dall’Italia vale 5,80 miliardi di euro, mentre l’import vale 13,85 miliardi di euro. La Germania rappresenta, in valore, il primo Paese di destinazione dell’export di autoveicoli dall’Italia, con una quota del 17,5%, seguita da Stati Uniti (15,6%) e Francia (11,8%).

Nello stesso periodo, l’export della componentistica automotive vale 8,66 miliardi di euro, con un saldo positivo di 2,15 miliardi.

Il fatturato[1] del settore automotive nel suo complesso inverte resta in crescita del 3,4% a maggio (ultimo dato disponibile), con la componente interna e la componente estera entrambe in crescita del 3,4%. A gennaio-maggio 2026, il fatturato aumenta invece del 6,1% (+9,2% il fatturato interno e +3,8% quello estero).

Infine, il fatturato delle parti e accessori per autoveicoli e loro motori presenta una variazione tendenziale lievemente negativa (-0,7%) a maggio (-0,2% la componente interna e -1,1% la componente estera). Nel periodo gennaio-maggio 2026, l’indice del fatturato di questo comparto registra un incremento dell’1,6%, con una lieve crescita, dello 0,2%, della componente interna, mentre la componente estera chiude a +2,7%.

[1] Dati grezzi. I dati aggiornati a maggio saranno pubblicati da Istat il 29 luglio 2026.

[1]Codice Ateco 29: fabbricazione di autoveicoli, fabbricazione di carrozzerie autoveicoli, rimorchi e semirimorchi e fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori (esclusi penumatici).

[2] Per “autoveicoli” si intendono le autovetture e i veicoli commerciali leggeri e pesanti.

[3]Codice Ateco 29.3, non include pneumatici.

[4]Corretto per gli effetti di calendario: i giorni lavorativi sono stati 21 a giugno 2026 contro i 20 di giugno 2025 (è escluso il comparto Costruzioni). A partire da gennaio 2024, gli indici della produzione industriale sono diffusi da ISTAT nella nuova base di riferimento 2021=100.

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