Bene per la pubblicazione del DPCM Automotive, di cui si attendono decreti attuativi e aggiornamento delle infrastrutture digitali per la piena operatività delle misure. A livello europeo, un iter di revisione del Regolamento CO₂ per gli autoveicoli leggeri che proceda senza intoppi nella direzione auspicata da ANFIA è indispensabile per garantire alla filiera un quadro normativo stabile
Torino, 10 luglio 2026 – A maggio 2026, secondo i dati ISTAT, l’indice della produzione dell’industria automotive italiana nel suo insieme[1] registra una crescita del 16,1% rispetto a maggio 2025, mentre nei primi cinque mesi del 2026 aumenta del 16%.
[1]Codice Ateco 29: fabbricazione di autoveicoli, fabbricazione di carrozzerie autoveicoli, rimorchi e semirimorchi e fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori (esclusi penumatici).
Guardando ai singoli comparti produttivi del settore, l’indice della fabbricazione di autoveicoli[1] (codice Ateco 29.1) registra una variazione tendenziale positiva del 27,8% a maggio e del 25,5% nei primi cinque mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025; quello della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (codice Ateco 29.2), invece, inverte la tendenza con una lieve crescita, dell’1,3%, nel mese, ma resta in calo del 6,1% nel cumulato; infine, quello della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori[2] aumenta del 3,4% a maggio e del 4,9% nel periodo gennaio-maggio 2026.
Secondo i dati preliminari di ANFIA, la produzione domestica delle sole autovetture a maggio 2026 ammonta a circa 29.000 unità, in aumento del 22,7% rispetto a maggio 2025. Nel cumulato dei cinque mesi, il totale delle autovetture prodotte si attesta a 139.046, il 26,9% in più rispetto a gennaio-maggio 2025.
[1] Per “autoveicoli” si intendono le autovetture e i veicoli commerciali leggeri e pesanti.
[2]Codice Ateco 29.3, non include pneumatici.
Guardando ai singoli comparti produttivi del settore, l’indice della fabbricazione di autoveicoli[1] (codice Ateco 29.1) registra una variazione tendenziale positiva del 27,8% a maggio e del 25,5% nei primi cinque mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025; quello della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (codice Ateco 29.2), invece, inverte la tendenza con una lieve crescita, dell’1,3%, nel mese, ma resta in calo del 6,1% nel cumulato; infine, quello della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori[2] aumenta del 3,4% a maggio e del 4,9% nel periodo gennaio-maggio 2026.
Secondo i dati preliminari di ANFIA, la produzione domestica delle sole autovetture a maggio 2026 ammonta a circa 29.000 unità, in aumento del 22,7% rispetto a maggio 2025. Nel cumulato dei cinque mesi, il totale delle autovetture prodotte si attesta a 139.046, il 26,9% in più rispetto a gennaio-maggio 2025.
[1] Per “autoveicoli” si intendono le autovetture e i veicoli commerciali leggeri e pesanti.
[2]Codice Ateco 29.3, non include pneumatici.
Il fatturato dell’industria in senso stretto (escluso il comparto Costruzioni) registra un incremento del 6,6% ad aprile 2026, ultimo dato disponibile (+6,9% sul mercato interno e +6,2% sui mercati esteri) e chiude i primi quattro mesi dell’anno a +2,8% (+2,9% il mercato interno e +2,7% i mercati esteri).
A maggio 2026, l’indice della produzione automotive italiana resta in crescita a doppia cifra (+16,1%).
Rallenta, ma si mantiene positivo anche l’indice della fabbricazione di autoveicoli (+27,8%) – complice il buon andamento, secondo i dati preliminari di ANFIA, della produzione di autovetture nel mese (+22,7%) che, tuttavia, sconta nuovamente il confronto con i volumi piuttosto bassi (meno di 24mila unità) di maggio 2025 – mentre l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori chiude a +3,4%.
Bene per la pubblicazione del ‘DPCM Automotive’, che ripartisce, per gli anni 2026-2030, le risorse residue del Fondo Automotive con misure a supporto della filiera per investimenti produttivi, e attività di sviluppo e innovazione e con misure di incentivazione all’acquisto di nuovi veicoli commerciali e di infrastrutture per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica da parte di utenti domestici e condomini. Siamo ora in attesa dei decreti attuativi e dell’aggiornamento delle infrastrutture digitali per la piena operatività delle misure.
A livello europeo, un iter di revisione del Regolamento CO₂ per gli autoveicoli leggeri che proceda senza intoppi nella direzione da noi auspicata, adottando un approccio pragmatico e tecnologicamente neutrale alla decarbonizzazione della mobilità, è indispensabile per garantire alla filiera un quadro normativo stabile, consentendo alle imprese di consolidare i propri piani produttivi e di investimento e al contempo preservando e accrescendo la competitività del comparto in uno scenario internazionale sempre più sfidante.Gianmarco Giorda, Direttore Generale di ANFIA.
A gennaio-marzo 2026 (ultimo dato disponibile), l’export di autoveicoli (autovetture e veicoli industriali nuovi) dall’Italia vale 4,23 miliardi di euro, mentre l’import vale 10,58 miliardi di euro. La Germania rappresenta, in valore, il primo Paese di destinazione dell’export di autoveicoli dall’Italia, con una quota del 17,6%, seguita da Stati Uniti (15%) e Francia (12,2%).
Nello stesso periodo, l’export della componentistica automotive vale 6,37 miliardi di euro, con un saldo positivo di 1,58 miliardi.
Il fatturato[1] del settore automotive nel suo complesso inverte nuovamente la tendenza e presenta un rialzo del 12,6% ad aprile (ultimo dato disponibile), con una componente interna in crescita del 18,1% e una componente estera a +8,4%.
[1] Dati grezzi. I dati aggiornati a maggio saranno pubblicati da Istat il 29 luglio 2026.
Nel primo quadrimetre 2025, il fatturato aumenta invece del 6,9% (+10,9% il fatturato interno e +3,9% quello estero).
Infine, il fatturato delle parti e accessori per autoveicoli e loro motori presenta una variazione tendenziale positiva dell’8,1% ad aprile (+11,9% la componente interna e +5,2% la componente estera). Nel periodo gennaio-aprile 2026, l’indice del fatturato di questo comparto registra un incremento del 2,2%, con una lieve crescita, dello 0,4%, della componente interna, mentre la componente estera chiude a +3,7%.