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Veicolo connesso e a guida autonoma

Le tecnologie di automazione della guida aprono vasti scenari e pongono allo stesso tempo più interrogativi di qualsiasi altra innovazione attualmente in esame nel settore dei trasporti e della mobilità. Tale complessità non deve sorprendere. Con il loro enorme potenziale innovativo, e gli attesi benefici effetti sulla sicurezza, sull’efficienza e sull’accesso per tutti alla mobilità individuale, i veicoli a guida automatizzata possono a buon diritto essere considerati l’archetipo dei mezzi di trasporto del futuro.

Lo sviluppo di veicoli con sistemi di guida automatizzata potrebbe rivelarsi come la più grande rivoluzione nell’ambito della mobilità personale dai tempi della diffusione della motorizzazione di massa nel secondo dopoguerra.

 

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Le tecnologie in questione suscitano grande interesse nell’opinione pubblica in quanto promettono effetti positivi di alto valore sociale, tra i quali:

  • un aumento della sicurezza sulle strade
  • l’ottimizzazione dei flussi di traffico e una conseguente riduzione di consumi e di emissioni
  • un più facile accesso alla mobilità individuale da parte di alcune fasce deboli della società
  • una porzione considerevole di tempo liberato

Gli errori umani sono il fattore più ricorrente fra le cause degli incidenti stradali. Il veicolo a guida automatizzata può evitare questi errori, potendo contare su un’ampia gamma di sensori che monitorano continuamente l’ambiente circostante. Già oggi, con la diffusione dei sistemi di sicurezza attiva, abbiamo evidenza di significativi miglioramenti in termini di sicurezza sulle strade.

Quando in comunicazione con l’ambiente circostante e con gli altri utenti della strada, il veicolo del futuro (connesso e a guida automatizzata) promette anche un miglior utilizzo dello spazio e una conseguente riduzione della congestione sulle strade e dei tempi di viaggio. Flussi del traffico più efficienti e razionali consentiranno, quindi, anche di abbattere in modo significativo i consumi e le emissioni complessive generate dal settore trasporti.

 

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Le tecnologie di automazione della guida potranno, inoltre, migliorare la fruibilità dei mezzi per la mobilità individuale da parte di coloro che oggi, per motivi diversi (età, interesse, capacità), non ne hanno accesso, rendendo sensibilmente più alta la loro qualità di vita.

Infine, il veicolo ad elevato livello di automazione potrà consentire al conducente di impegnare gran parte del tempo di viaggio, o la totalità dello stesso, in attività diverse dalla guida, siano esse di svago o di lavoro.

La velocità con cui i Costruttori stanno rendendo disponibili sul mercato i sistemi di automazione della guida richiede un’azione altrettanto rapida da parte degli enti e delle istituzioni pubbliche affinché queste nuove tecnologie possano essere sviluppate in modo controllato, fornire già oggi un beneficio in termini di sicurezza stradale e raggiungere la loro piena potenzialità in un futuro non lontano.

 

 

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Le tecnologie di automazione della guida rappresentano un’area significativa di interesse e di investimento per l’industria automotive a livello globale. I costruttori di veicoli e i fornitori di sistemi e componenti riconoscono i promettenti benefici che esse sono in grado di offrire e stanno conducendo svariati programmi di simulazione e di prova su piste e circuiti chiusi al traffico. Il passo successivo, necessario e urgente, è la sperimentazione in condizioni di traffico reale.

 

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Per queste ragioni, ANFIA auspica che anche in Italia – in analogia a quanto previsto da altri importanti Paesi europei e in sintonia con le indicazioni emerse dal tavolo tecnico sulle “Smart Roads”, coordinato dall’unità tecnica di missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – con la pubblicazione della normativa nazionale di riferimento, si possa dare ufficialmente il via alla sperimentazione su strade aperte al traffico di veicoli dotati di sistemi di guida automatizzata.

Il Decreto “Smart Roads” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pubblicato a Marzo 2018, consente, infatti, di disciplinare l’attività di sperimentazione su strada in modo sicuro e uniforme sul territorio nazionale. Il suo contenuto è in linea con i principi stabiliti recentemente dal Road Safety Forum (WP1) dell’ONU, secondo i quali “a condizione che sia presente una persona sempre vigile e in grado di assumere in qualsiasi momento il comando del veicolo sperimentale (tale persona potrebbe anche non essere a bordo del veicolo stesso), le Convenzioni Internazionali del 1948 e del 1968 sul Traffico Stradale non sono in contrasto con la sperimentazione su strada” (72^ sessione WP1, Ginevra, 29 marzo – 1° aprile 2016).

Il decreto disciplina l'adeguamento infrastrutturale del trasporto - con l'obiettivo di trasformare la rete stradale nazionale rendendola capace di dialogare con i veicoli connessi - e la relativa sperimentazione in previsione dei futuri sviluppi dei sistemi di guida automatica. In particolare, il provvedimento prevede le modalità di autorizzazione del Ministero alla sperimentazione su strade pubbliche di veicoli a guida automatica, che può essere richiesta dal Costruttore del veicolo con le tecnologie a guida automatica, nonché dagli istituti universitari e dagli enti pubblici e privati di ricerca che conducono sperimentazioni su veicoli equipaggiati con le tecnologie di automazione della guida. E' prevista, inoltre, l'istituzione da parte del MIT di un Osservatorio Tecnico di supporto per le Smart Road e per il veicolo connesso a guida automatica, con l'obiettivo di individuare gli interventi di supporto alla sperimentazione (creazione banche dati, piattaforme condivise per l'utilizzo dei dati provenienti dai veicoli in sperimentazione).

 

 

 

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