Auspichiamo si concretizzi presto l’annuncio, risalente ormai allo scorso aprile, di un nuovo fondo pluriennale per il rinnovo del parco circolante dell’autotrasporto. Inoltre è cruciale che le risorse disponibili per l’anno in corso non vengano differite al 2026, penalizzando ulteriormente il mercato degli autocarri.
Torino, 15 ottobre 2025 – Nel mese di settembre gli autocarri recuperano con un rialzo a doppia cifra, mentre i veicoli trainati e gli autobus proseguono il trend positivo di agosto. Nonostante la ripresa, autocarri e autobus chiudono il cumulato dei primi nove mesi dell’anno ancora con il segno meno.
Analizzando nel dettaglio il mercato di settembre 2025, nel mese sono stati rilasciati 2.086 libretti di circolazione di nuovi autocarri (+22,1% rispetto a settembre 2024) e 1.290 libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti, ovvero con ptt superiore a 3.500 kg (+47,8%), suddivisi in 106 rimorchi (+43,2%) e 1.184 semirimorchi (+48,2%).
Nei primi nove mesi del 2025 si contano 20.830 libretti di circolazione di nuovi autocarri, l’8% in meno rispetto ai primi nove mesi del 2024, e 11.521 libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti (+12,3% rispetto a gennaio-settembre 2024), così ripartiti: 1.059 rimorchi (+5,2%) e 10.462 semirimorchi (+13%).
Per gli autocarri, nei primi nove mesi del 2025 tutte e quattro le aree geografiche registrano nuovamente una variazione negativa: -12,5% il Nord-Est, -8,5% l’area Sud e Isole, -6,9% il Nord-Ovest e -0,5% le regioni del Centro.
Per classi di peso, a gennaio-settembre 2025 mantengono segno positivo soltanto i veicoli sopra le 3,5 e fino a 5 tonnellate, in rialzo a tripla cifra (+119,7%). Registrano invece un calo a doppia cifra i veicoli sopra le 5 e fino a 8 tonnellate (-18%), i veicoli sopra le 8 e fino a 12,5 tonnellate (-17%), i veicoli sopra le 12,5 e fino a 16 tonnellate (-8,6%) e i veicoli pesanti sopra le 16 tonnellate (-8,4%).
Nei primi nove mesi del 2025, gli autocarri rigidi registrano una flessione del 2%, mentre i trattori stradali chiudono a -13,5%. Nello stesso periodo, calano i veicoli da cantiere
(-6%) e registrano una variazione negativa anche i veicoli stradali (-8,2%).
Analizzando il mercato per alimentazione, nei primi nove mesi dell’anno la quota di mercato dei veicoli alimentati a gas risulta dell’1,5% (era dell’1,8% a gennaio-settembre 2024), per un totale di 310 unità, mentre gli autocarri elettrici e ibridi gasolio/elettrico rappresentano il 2,4% del totale (lo 0,8% a gennaio-settembre 2024).
La forte crescita nei volumi delle immatricolazioni di autocarri a settembre è imputabile in larga parte alla concomitante scadenza dei termini di rendicontazione della XI edizione del c.d. Fondo Investimenti; l’assenza di una reale crescita organica del mercato è riscontrabile dal dato cumulato dei primi 9 mesi dell’anno, che si conferma negativo in coerenza con la contrazione già complessivamente registrata nel 2024.
A fronte di tali dati auspichiamo un intervento deciso da parte del legislatore: l’annuncio di un nuovo fondo pluriennale per il rinnovo del parco circolante dell’autotrasporto, risalente ormai allo scorso aprile, non ha ancora avuto alcun seguito, a dispetto delle crescenti esigenze di un settore chiamato ad affrontare importanti investimenti per la decarbonizzazione delle proprie flotte – mediante il ricorso a tecnologie di ultima generazione, ai biocarburanti come il bioLNG e l’HVO, e ai veicoli a zero emissioni allo scarico.
Anche i tradizionali strumenti – seppur insufficienti – sembrano essere venuti a mancare: alla già citata XI edizione del Fondo Investimenti, apertasi nel dicembre 2024, deve ancora far seguito la pubblicazione dei decreti attuativi per la sua reiterazione nel 2025. È cruciale che le risorse disponibili per l’anno in corso non vengano differite al 2026, penalizzando ulteriormente il mercato degli autocarri. Si richiama peraltro l’attenzione sulle ulteriori misure in grado di supportare la transizione del settore, come il rifinanziamento della c.d. Nuova Sabatini e la reintroduzione di fiscalità di vantaggio per gli investimenti in tecnologie veicolari alternative.
Luca Sra, Delegato ANFIA per il trasporto merci
In riferimento ai veicoli trainati, nei primi nove mesi del 2025 si confermano in crescita le regioni del Nord-Est (+18%), l’area del Sud e Isole (+14,4%) e il Nord-Ovest (+12,2%), mentre resta in flessione il Centro (-2,8%).
Le marche estere totalizzano 6.585 libretti di circolazione nel mese (+16%); variazione positiva anche per le marche nazionali (+7,6%), con 4.933 libretti.
Anche nel mese di settembre 2025 le immatricolazioni di rimorchi e semirimorchi hanno registrato una variazione positiva, con un incremento complessivo del 47,8% rispetto a settembre 2024 (1.290 unità contro le 873 dello stesso mese dell'anno precedente).
Osservando i dati nel dettaglio, possiamo vedere che l’aumento interessa sia i rimorchi (106 unità rispetto alle 74 di settembre 2024), sia i semirimorchi (1.184 unità contro 799).
Come per gli autocarri, questo risultato del mercato è da ricondurre verosimilmente alla chiusura dell'XI finestra degli incentivi previsti dal Decreto Investimenti dello scorso anno, che ne ha stimolato le immatricolazioni.
Massimo Menci, Presidente della Sezione Rimorchi di ANFIA
Il mercato degli autobus con ptt superiore a 3.500 kg totalizza a settembre 2025 517 nuove unità, con un incremento del 30,6% rispetto a settembre 2024. Nel nono mese dell’anno, due comparti su quattro registrano una variazione positiva: +296,2%% gli autobus e midibus turistici e +19,6% gli autobus adibiti al TPL. Stabili i minibus (+0,0%), mentre gli scuolabus registrano un lieve calo (-1,1%).
Nei primi nove mesi del 2025, i libretti di autobus rilasciati sono 3.991 (-16,8% rispetto a gennaio-settembre 2024). Nel cumulato si mantengono in crescita soltanto gli autobus e midibus turistici (+50,4%), mentre calano i minibus (-32,8%), gli autobus adibiti al TPL
(-26,6%) e gli scuolabus (-8,4%).
I dati positivi di settembre non devono trarre in inganno, infatti le consegne godono ancora degli effetti delle gare finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Terminate le risorse del PNRR, ad oggi non sono sufficienti i fondi già stanziati per il settore dal Piano Strategico Nazionale per la Mobilità Sostenibile, di cui - tra l'altro - si attende ancora la pubblicazione del Decreto relativo alle risorse del secondo quinquennio da destinare alle Regioni.
E' quindi quanto mai urgente una pianificazione economico-finanziaria pluriennale per stabilizzare quanto meno la vetustà del parco circolante e consentire all’industria nazionale gli investimenti indispensabili per restare competitiva. Ogni nuovo tender, infatti, vede costantemente crescere il numero di attori extra europei che aggrediscono il mercato nazionale e questo, in mancanza di strumenti e fondi dedicati al comparto, continua a rappresentare un fattore di forte preoccupazione.
Paolo Marini, Presidente della Sezione Autobus di ANFIA
Secondo l’alimentazione, la quota di mercato degli autobus alimentati gas è del 18% a gennaio-settembre 2025 (era del 24,5% nei primi nove mesi del 2024), mentre gli elettrici, ibridi gasolio/elettrico e ibridi metano/elettrico rappresentano il 29,2% (23,7% a gennaio-settembre 2024).
A livello territoriale, infine, nei primi nove mesi del 2025 le immatricolazioni calano a doppia cifra nelle regioni del Nord-Ovest (-37,4%) e del Sud e Isole (-24,6%), mentre recuperano le regioni del Nord-Est (+4,1%) e del Centro (+0,9%).