A livello nazionale, per dare sostegno alla filiera produttiva, è ora essenziale mettere rapidamente a terra le misure del ‘DPCM Automotive’. Sul fronte europeo della revisione del Regolamento CO2 autoveicoli leggeri e dell’Industrial Accelerator Act, facciamo appello a tutte le parti politiche affinché indirizzino le loro posizioni a beneficio della neutralità tecnologica, della sovranità industriale e dell’autonomia strategica dell’industria automotive europea.
Torino, 10 giugno 2026 – Ad aprile 2026, secondo i dati ISTAT, l’indice della produzione dell’industria automotive italiana nel suo insieme[1] registra una crescita del 23,2% rispetto ad aprile 2025, mentre nel primo quadrimestre del 2026 aumenta del 16%.
Guardando ai singoli comparti produttivi del settore, l’indice della fabbricazione di autoveicoli[2] (codice Ateco 29.1) registra una variazione tendenziale positiva del 44,7% ad aprile e del 24,9% nei primi quattro mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025; quello della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (codice Ateco 29.2) cala del 15,7% nel mese e dell’8,1% nel quadrimestre; infine, quello della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori[3] aumenta del 2% ad aprile e del 5,2% nel periodo gennaio-aprile 2026.
Secondo i dati preliminari di ANFIA, la produzione domestica delle sole autovetture ad aprile 2026 ammonta a circa 31.000 unità, in aumento del 57,9% rispetto ad aprile 2025. Nel cumulato dei quattro mesi, il totale delle autovetture prodotte si attesta a 109.908, il 27,2% in più rispetto a gennaio-aprile 2025.
Il comparto produttivo automotive si colloca nel contesto di una produzione industriale italiana complessiva in crescita ad aprile 2026 rispetto ai livelli del quarto mese dello scorso anno. L’indice della produzione industriale nel suo complesso[4], infatti, aumenta dell’1,3% ad aprile e chiude con una variazione lievemente positiva (+0,7%) i primi quattro mesi dell’anno in corso rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il fatturato dell’industria in senso stretto (escluso il comparto Costruzioni) registra un incremento del 7,2% a marzo 2026, ultimo dato disponibile (+7,3% sul mercato interno e +7,1% sui mercati esteri) e chiude i primi tre mesi dell’anno a +1,6% (+1,6% il mercato interno e +1,5% i mercati esteri).
Ad aprile 2026, l’indice della produzione automotive italiana riporta un ulteriore segno positivo (+23,2%).
Traina questo risultato l’indice della fabbricazione di autoveicoli (+44,7%) – complice il forte aumento, secondo i dati preliminari di ANFIA, della produzione di autovetture nel mese (+57,9%) che, tuttavia, sconta il confronto con i volumi particolarmente bassi (19mila unità circa) di aprile 2025 – mentre l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori si ferma a +2%.
A livello nazionale, per dare sostegno alla filiera produttiva, è ora essenziale che divengano rapidamente operative le misure previste dal ‘DPCM Automotive’ recentemente sbloccato. Gli interventi previsti lato offerta a supporto degli investimenti delle imprese e lato domanda con la prossima riattivazione dell’ecobonus per i veicoli commerciali leggeri, rappresentano strumenti fondamentali in questa fase di transizione energetica e di forte incertezza del contesto economico e geopolitico.
In parallelo, il settore guarda con grande attenzione al dibattito europeo sulla revisione del Regolamento CO2 per gli autoveicoli leggeri e sulle proposte normative dell’Industrial Accelerator Act. Facciamo appello a tutte le parti politiche affinché indirizzino le loro posizioni a beneficio della neutralità tecnologica, della sovranità industriale e dell’autonomia strategica dell’industria automotive europea.
Gianmarco Giorda, Direttore Generale di ANFIA
A gennaio-febbraio 2026 (ultimo dato disponibile), l’export di autoveicoli (autovetture e veicoli industriali nuovi) dall’Italia vale 2,09 miliardi di euro, mentre l’import vale 5,85 miliardi di euro. Gli Stati Uniti rappresentano, in valore, il primo Paese di destinazione dell’export di autoveicoli dall’Italia, con una quota del 18,4%, seguiti da Germania (16,3%) e Francia (9,2%).
Nello stesso periodo, l’export della componentistica automotive vale 3,88 miliardi di euro, con un saldo positivo di 1,05 miliardi.
Il fatturato[5] del settore automotive nel suo complesso inverte la tendenza e presenta un calo dell’1,5% a marzo (ultimo dato disponibile), con una componente interna in crescita del 5,9% e una componente estera in flessione del 7,7%. Nel primo trimestre 2025, il fatturato aumenta invece del 5% (+8,5% il fatturato interno e +2,3% quello estero).
Infine, il fatturato delle parti e accessori per autoveicoli e loro motori presenta una variazione tendenziale positiva dell’1,5% a marzo (-3% la componente interna e +5,5% la componente estera). Nel periodo gennaio-marzo 2025, l’indice del fatturato di questo comparto resta pressocché stabile (+0,2%), con un calo del 3,2% della componente interna, mentre la componente estera chiude a +3,2%.
[1]Codice Ateco 29: fabbricazione di autoveicoli, fabbricazione di carrozzerie autoveicoli, rimorchi e semirimorchi e fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori (esclusi penumatici).
[2] Per “autoveicoli” si intendono le autovetture e i veicoli commerciali leggeri e pesanti.
[3]Codice Ateco 29.3, non include pneumatici.
[4]Corretto per gli effetti di calendario: i giorni lavorativi sono stati 21 ad aprile 2026 contro i 20 di aprile 2025 (è escluso il comparto Costruzioni). A partire da gennaio 2024, gli indici della produzione industriale sono diffusi da ISTAT nella nuova base di riferimento 2021=100.
[5] Dati grezzi. I dati aggiornati ad aprile saranno pubblicati da Istat il 25 giugno 2026.