L'edizione 2025 del rapporto GreenItaly - promosso da Fondazione Symbola, Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne in collaborazione con Conai, Novamont, Ecopneus, Enel e esperti e associazioni imprenditoriali - misura come la sostenibilità sta ridisegnando l’economia italiana: dove crea valore, dove incontra ostacoli, dove rischiamo di rallentare. Al centro ci sono le imprese, i loro investimenti, i loro comportamenti reali. Dopo sedici anni, GreenItaly entra in una fase di piena maturità: non più solo un rapporto che osserva la transizione, ma uno strumento che cerca di accompagnarne la direzione.
ANFIA ha curato il capitolo dedicato al settore automotive, grazie anche ai contributi delle aziende Associate che hanno arrichito temi e dati del settore automotive con le loro case history.
L’automotive è nel pieno di una profonda trasformazione industriale in cui entrano in gioco dipendenze e squilibri geopolitici che rischiano di rallentare la transizione verde. La potenza cinese – che controlla verticalmente gran parte della filiera mondiale dell’auto elettrica – impone all’Europa di elaborare una strategia comune per tutelare la sicurezza industriale e il futuro di migliaia di posti di lavoro. L’Italia in questo contesto è molto in ritardo: produzione e immatricolazioni di auto ibride ed elettriche
sono a livelli bassi, e sussistono criticità strutturali, con una rete di ricarica insufficiente. Tuttavia, la filiera meccanica si conferma un pilastro di innovazione e competitività anche per il settore automotive, grazie all’integrazione di tecnologie digitali e intelligenza artificiale applicata alla produzione che, come noto, determinano a valle benefici sull’efficienza materica ed energetica dei processi produttivi.