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RICONQUISTARE LA LEADERSHIP: COMPONENTISTICA AUTOMOTIVE, TRANSIZIONE E SFIDE COMPETITIVE

Imprese e organismi di rappresentanza a confronto, a Brescia, sull’evoluzione della filiera automotive, in occasione della presentazione, nel distretto lombardo, dell’edizione 2025 dell’Osservatorio sulla componentistica automotive e sui servizi per la mobilità, realizzato da ANFIA e Camera di commercio di Torino

Brescia, 17 marzo 2026 – Si è svolta questa mattina a Brescia, presso la Sala Conferenze Cav. Lav. Pier Giuseppe Beretta di Confindustria Brescia, la seconda tappa del roadshow dedicato alla presentazione dell’edizione 2025 dell’Osservatorio sulla Componentistica automotive italiana e sui Servizi per la Mobilità, studio annuale realizzato da ANFIA e dalla Camera di commercio di Torino.

L’evento, che fa seguito al lancio ufficiale dello studio organizzato a Torino lo scorso ottobre e alla tappa di Bologna, è stato reso possibile grazie alla collaborazione con Confindustria Brescia e Camera di commercio di Brescia e rappresenta un’ulteriore occasione di confronto territoriale sui risultati dell’Osservatorio e sull’evoluzione dello scenario in cui operano le imprese della filiera, tra transizione green e digitale, ridefinizione degli equilibri geopolitici e crescente pressione competitiva sui mercati internazionali.

Lo studio analizza i principali dati strutturali ed economici della filiera della componentistica automotive italiana – imprese attive, occupazione, fatturato – e le tendenze in materia di strategie di sviluppo e investimenti tecnologici del comparto. L’universo di riferimento dell’Osservatorio è da sempre estremamente variegato e comprende produttori di parti e componenti, integratori di sistemi e fornitori di moduli, specialisti, subfornitori, aziende dell’infomobilità, fornitori di servizi per la mobilità e imprese specializzate nella mobilità elettrica, nonché imprese attive nell’ingegneria di prodotto e di processo (Engineering & Design).

Nel 2024 questo universo, composto da 2.134 imprese con sede legale in Italia, ha impiegato un numero stimato di addetti pari a circa 168.000 (-0,7% rispetto al 2023) e generato un fatturato di circa 55,5 miliardi di euro (-6%).

In occasione dell’incontro odierno, il focus sul distretto lombardo - che per numero di imprese (576, pari al 27% del totale nazionale) si colloca al secondo posto dopo il Piemonte (33,6%) e davanti all’Emilia-Romagna (10,5%) - ha evidenziato, per il 2024, un fatturato stimato di circa 18,3 miliardi di euro, con quasi 48.000 addetti (28,5% dell’occupazione del settore in Italia). Dopo anni di crescita, il 2024 segna una contrazione dei ricavi del 5,6%, variazione leggermente inferiore al dato nazionale (-6%). Le flessioni più rilevanti hanno interessato modulisti e integratori di sistemi (-14,6%), subfornitori delle lavorazioni (-9,4%) e specialisti (-4,2%). Risultano in controtendenza, invece, motorsport (+4%), aftermarket (+1,2%) e, soprattutto, le attività di Engineering & Design (+8,1%). Sul fronte dell’innovazione, cresce la quota di imprese che investono in R&S (67%) e che impiegano personale dedicato, mentre nel triennio 2022-2024 il 58% delle aziende ha introdotto innovazioni di prodotto e il 70,5% innovazioni di processo, confermando il ruolo della regione tra i principali poli innovativi della componentistica automotive italiana.

Oggi i costruttori di automobili europei non stanno investendo su nuovi progetti, perché non c’è certezza sul futuro del comparto a causa delle ormai note scelte normative a livello continentale.

La situazione si sta ripercuotendo anche sui fatturati delle imprese: niente investimenti significa niente innovazione, e oggi stiamo rimanendo pericolosamente indietro in tal senso.

Non è tutto: a tale contesto vanno ad aggiungersi ulteriori livelli di complessità quale costo del lavoro, burocrazia ed energia. Senza dimenticare che una riconversione delle realtà automotive ad altri settori non è percorribile per la grande maggioranza di esse.

Paolo Streparava, Presidente Confindustria Brescia

La filiera dell'automotive è nel pieno di una trasformazione profonda, spinta dalla transizione energetica, dall'innovazione tecnologica e da uno scenario competitivo sempre più complesso e con la presenza di attori nuovi ed agguerriti. 

La leadership nel settore della componentistica automotive del nostro territorio è sempre stata il risultato di competenza industriale, di capacità di innovare e di apertura ai mercati; ma la leadership industriale non si conserva per inerzia: si riconquista attraverso investimenti, innovazione e capacità di fare sistema.

È quindi il tempo di un nuovo salto di qualità che metta in campo, da un lato, la collaborazione le tra imprese e le loro rappresentanze, con le istituzioni pubbliche in grado di influenzare il legislatore europeo e, dall'altro, una forte spinta all'innovazione.

In questo percorso, i dati per comprendere le prospettive dei mercati e la cooperazione rappresentano leve fondamentali per trasformare la transizione in nuove opportunità per le imprese del territorio.

Roberto Saccone, Presidente Camera di commercio di Brescia

In un contesto globale segnato da dinamiche competitive sempre più aggressive, in particolare da parte dei player cinesi, e da nuove tensioni negli scambi internazionali è bene che l’Europa diventi più consapevole del proprio ruolo e si doti di strumenti per orientare queste dinamiche anziché subirle passivamente, mettendo in campo politiche industriali capaci di sostenere e rafforzare la competitività della nostra filiera della componentistica.

La recente pubblicazione dell’Industrial Accelerator Act, con l’introduzione di criteri di contenuto locale per l’accesso dei veicoli ‘made in Europe’ a incentivi pubblici, appalti e flotte aziendali, rappresenta un primo passo in questa direzione e un segnale importante di attenzione verso la manifattura affinché possa continuare a generare valore industriale e occupazionale nel nostro continente.

ANFIA seguiterà a collaborare con le istituzioni affinché il provvedimento possa essere ulteriormente migliorato e contribuire in modo concreto alla resilienza della nostra industria.

Marco Stella, Presidente Gruppo Componenti ANFIA

La collaborazione tra Camera di commercio di Torino e ANFIA ha consolidato nel tempo un presidio stabile di analisi, capace di restituire ogni anno una fotografia dello stato del settore e delle sue prospettive in Italia, con la volontà di portare momenti di confronto anche in altri territori, come quello lombardo, dove l’automotive riveste un ruolo strategico.

In uno scenario complesso e articolato, i dati dell’ultimo Osservatorio ci parlano di una filiera di oltre 2.100 imprese, di cui 576 con sede in Lombardia, che ha rallentato dopo anni di crescita. Solida, ma costantemente sotto pressione, la filiera automotive deve confrontarsi con la transizione energetica e con dinamiche di mercato che richiedono investimenti, innovazione e una grande capacità di adattamento. Proprio per questo appuntamenti come quello di oggi diventano ancora più importanti, perché permettono di leggere insieme i dati, confrontarsi sulle sfide e costruire, territorio per territorio, una visione condivisa del comparto.

Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino (rappresentato all’evento da Guido Bolatto, Segretario Generale Camera di commercio di Torino)

Dopo i saluti istituzionali e l’intervento dell’Assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia Guido Guidesi, si è svolta una tavola rotonda moderata dal giornalista Luca Orlando (Il Sole 24 Ore), che ha visto il coinvolgimento di Mario Gnutti - Vice Presidente Gruppo Gnutti Carlo, Marco Stella - CEO DTS Group, Roberta Niboli - CEO & General Manager Raffmetal S.p.A. e Angelo Ghidoni - Amministratore delegato Ghial S.p.A.

La discussione si è concentrata sulla necessità di preservare la competitività dell’industria automotive europea in un contesto internazionale sempre più complesso e caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche e normative. Tra i temi centrali è emersa l’importanza di rafforzare il valore del Made in Europe e di rivedere il quadro regolatorio comunitario, in particolare per quanto riguarda strumenti normativi come il CBAM e il sistema ETS, affinché possano sostenere la transizione senza penalizzare la capacità competitiva delle imprese europee. Parallelamente, è stato sottolineato come molte aziende della filiera stiano già reagendo alle sfide in atto attraverso strategie di adattamento e rilancio, investendo nella diversificazione produttiva verso nuovi settori e mercati, anche tramite operazioni di acquisizione, e sviluppando competenze e progetti legati all’elettrificazione e alle nuove tecnologie della mobilità. In questo scenario, la capacità di innovare e di ampliare il proprio posizionamento industriale è certamente uno degli elementi chiave per garantire la tenuta e lo sviluppo della filiera nel medio-lungo periodo.

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